Pietradefusi sorge ai confini fra Irpinia e Sannio su una collina situata nella valle del Calore. Immersa nel verde e nel silenzio gode di aria sopraffina. Un aspetto è davvero singolare della sua storia che rivive nel presente, un comune antesignano del “federalismo”: dai casali di ieri alle frazioni di oggi, la comunità di Pietradefusi si suddivide in tante piccole micro comunità.  Ognuna con la sua piazza, la sua chiesa, il suo santo patrono, le sue celebrazioni.Si narra che a causa delle strazianti guerre, le contrade dei diversi casali, sia per difendersi dai nemici esterni, sia per formare un’entità apprezzabile, si fusero e diedero origine alla “Pietra delli Fusi” che, in definitiva, fu la risoluzione di una questione storico-politica per certi versi ancora attuale.

Ma l’unione fa la forza e il comune di Pietradefusi, insieme a quello di Venticano e Torre Le Nocelle ha dato origine recentemente all’Unione dei comuni, organismo di gestione che consente di sfruttare le risorse regionali ed europee destinate ai servizi (scuola, trasporto, rifiuti) rivolti a piccole comunità che danno vita ad ampi bacini d’utenza. Nel centro storico di Pietradefusi si staglia una torre merlata costruita su roccia viva come molte abitazioni.Sporgenze di grossi massi si ritrovano sia all’esterno che all’interno degli edifici a testimonianza della solidità dei luoghi sui quali vennero eretti. Costruita sulla roccia della fede, sempre nel centro storico, è la congregazione delle suore francescane – immacolatine. La casa madre delle missionarie che ormai hanno toccato tutti i continenti con la loro opera di evangelizzazione ha sede a Pietradefusi. A fondarla fu padre Ludovicò Acernese per volontà della giovane Teresa Manganiello (1849-1876), morta in odore di santità a 27 anni e che il 22 maggio 2010 sarà la prima irpina (originaria di Montefusco) ad essere proclamata beata.

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