| 21 Febbraio 2011
Una lettera, forse come tante rimaste in un cassetto, che non passa di moda, che squarcia il velo del silenzio. Uomini distrutti, matrimoni in frantumi, degrado sociale. Poche ma significative righe scritte e indirizzate tempo fa da una donna disperata al Comando provinciale della Guardia di Finanza di Avellino. L’esistenza della sua famiglia minacciata dal gioco d’azzardo.
Un marito sempre più irascibile, pronto a picchiare il mondo pur di rovesciare interi stipendi in una macchinetta che ingoia illusioni. L’illusione di una vincita da gioco, a cui ci si affida in maniera crescente in tempo di crisi. Una sirena che ammalia. Grattare e vincere, puntare e raddoppiare, scommettere sul destino degli altri i propri averi; un passatempo che degenera e trasforma la sfida all’alea in una dipendenza che divora.Nelle piccole e piccolissime comunità il bar, le rivendite di tabacchi o i centri scommesse finiscono col passare da luogo di ritrovo goliardico ad insieme di solitudini. Una via di fuga alla realtà. «Il gioco mi ha rovinato, il gioco mi deve salvare» così in una vecchia commedia Eduoardo De Filippo descriveva il pensiero del giocatore incallito. L’incapacità a smettere, ad uscire dal tunnel, come per la droga e l’alcool. Ecco alcuni passaggi della lettera, dalla quale sono stati censurati i riferimenti ai protagonisti reali.
Indirizzata alla Guardia di Finanza
«Voglio esporvi un mio problema familiare con la speranza che possiate risolverlo voi in quanto penso che sia la mia ultima speranza. Sono una donna sposata con (…) bambini e fino a poco tempo fa vivevo con la mia famiglia una vita in modo sereno e tranquillo ma da un po’ di tempo è cambiato tutto. La nostra serenità familiare si è trasformata in continui litigi con mio marito e continuando così (…) Amo mio marito e i miei figli e credo nella famiglia per questo mi rivolgo a voi, perciò vi prego aiutatemi. Abito (…) nei pressi (…) che si trova in via (…). Ecco a cosa mi riferisco: quel circolo sta rovinando la mia famiglia e la mia esistenza, mio marito è diventato uno dei più assidui clienti. Tutti i giorni si reca a giocare a carte e alle macchinette, torna a casa nervoso e senza soldi. Mio marito è cambiato, non mi dà più un euro ed ha iniziato ad alzarmi le mani addosso a me ed ai miei figli dicendomi che (…). Spesso non va più a lavorare. Perciò vi prego di aiutarmi, non ne posso più, mandate qualcuno a controllare, credo ci siano anche persone poco raccomandabili. Come si può rovinare una famiglia e bambini così, per il gioco delle carte e delle macchinette del poker, e poi non è illegale giocare a carte con i soldi? Mi scuso ma capirete sicuramente il motivo della firma anonima, se lo viene a sapere mio marito mi ammazza».
In oltre un anno e mezzo decine di operazioni sono state portate a termine dalla Finanza. Scoperti centri di scommesse illegali e macchinette taroccate per far diminuire il numero delle vincite; un’efficace contrasto alle illegalità che ha confermato la pericolosità del fenomeno rilanciando il problema sul piano culturale. Il rischio di passare dal semplice gioco alla dipendenza. Molti in provincia di Avellino stanno dilapidando patrimoni e famiglie a causa del vizio, prossimo ad una patologia. Che fare?






