| 04 Luglio 2010
Mi accorgo che non riesco a scriverlo.La parola che tutti dicono quando passi con occhi affamati e persi.
scruto in me ho paura che mi scopri.Quando passi inquieto senza passi, appaurato e stanco.
non vuoi nascondere la tua paura, vorresti che qualcuno si accorgerse. che non ci fosse tanta ipocrisia.
Muti noi, passo veloce, mi tormento, medito.Non si può perdere ed essere perdenti , in te c'è sensibilità,
nel tuo sorriso e nel tuo smarrimento vedo correre le macchine, le moto, i pensieri veloci, i sogni .Aspetti la fine come un cane randagio.
Te ne prego fermati ,rifletti il buio è pieno dei nostri fantasmi che si annidano.
Arriva a casa, abbraccia la tua mamma ,non mi dispicerebbe credimi ,stringerti amorevolmente , farti capire che la vita devi viverla , sei un pezzo di Dio.
non posso farlo io, a stento ti accenno ad un saluto scarabocchiato
Vai a casa è abbracciala, sciogli le tue lacrime tra le sue fatti pettinare per notti intere affinchè si possono scioglere tutti i nodi.
finchè non sia tardi, finchè possa piangere lacrime di vita.
fallo per la nostra comunità come segno di sacrificio so che riesci.
non escludiamo chi è ammalato , chi non sa gestirsi, chi non sa pregare.
non laviamoci il viso quando la nostra anima è sporca.
la ricchezza non serve se non sai cos'è la povertà
chi si arrabbia è ammalato d'amore,
la sofferenza è l'ennesima porenza dell'amore.







Commenti
grazie a te Debora, grazie di aver compreso e colmato il mio cuore anche se per un breve attimo. vorrei che anche gli altri comprendessero.
in poche bellissime righe hai reso il concetto che volevo esprimere grazie a te
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