| 09 Giugno 2011
PEOPLE HAVE THE POWER!!!
E’ la solita vecchia storia dei politici che regalerebbero fiori sulle litoranee pur di allontanarti dai tuoi diritti. Ed è sempre imbarazzante osservare come si impegnino a tenerti lontano dalle urne, con una costanza pari almeno alla sfacciataggine che usano quando invece ci sono le loro facce sui manifesti, i loro nomi da barrare sulle schede, insomma le loro poltrone da tenere calde. E se è vero che in un confronto puramente referendario
prima ancora del voto contrario a pesare è il voto mancato o peggio ancora lo slogan volutamente confusionario la partita non può che giocarsi tra l’attivismo e l’indifferenza, tra la rivoluzionaria informazione e la losca apatia. Ti riempiono la testa con delitti romanzati e cronache montate ad arte in TG divenuti soap-opere della moderna epopea della disperazione; e mentre tu inizi a pensare che l’unico nemico potrebbe essere il passante malintenzionato o l’autista ubriaco nemmeno ti accorgi dei loro soprusi eclatanti, gestiti con maestria ed esperienza. Perché stanno diventando come ladri che rubano in piazza, liberi di farlo solo perché sono riusciti a farci credere che tutto va bene. Dunque se il QUORUM rappresenterà una scelta tra il sonno di chi ha gettato la spugna e la mobilitazione di chi difende lottando i propri diritti, il Comitato per il sì di Montefalcione ha rappresentato la nostra opportunità di scegliere e l’occasione per coinvolgere quanti non si rispecchiano nel ruolo di sudditi. REFERENDUM, dal verbo latino “refero” vuol dire :”richiedere”, per i cittadini si tratta di esprimere la propria opinione. Scegliere tocca a noi, quello che vogliamo comunicare prima ancora che l’urgenza di opporsi a decreti anticostituzionali è il messaggio, l’idea che NOI POSSIAMO. Il nostro voto conta e la nostra opinione, controllata compromessa come nemmeno riusciamo ad immaginare, vale nella sua unicità e apparente insignificanza perché soddisfa la nostra condizione di stato democratico e soprattutto di menti libere in libera nazione. Il voto referendario è spesso trascurato, preso sotto gamba, attanagliato dalle perplessità e dallo scetticismo. L’acqua non bussa a casa tua per chiederti di difenderla da probabili padroni e l’energia eolica non ha parole brillanti per convincerti che una paleolica può più di una centrale. La giustizia non ti chiede preferenze o fiducia. In ballo c’è il tuo senso civico, la tua onestà intellettuale, il tuo amor proprio, tutto questo non ha volto, né nome, né promesse allettanti per il futuro. Vota sì contro un principio scorretto in partenza che fa di un elemento vitale oggetto di possesso e di differenza tra chi ha e chi non ha, tra chi possiede e chi non può permettersi . Vota sì contro un un’energia definita sicura in linea teorica ma legata a immani stragi sul piano contingente (Chernobyl è esistita, purtroppo!!!! ). Vota sì per abrogare un decreto, oltre che anticostituzionale, anacronistico: è impensabile, nel terzo millennio ,legittimare l’immunità dei potenti .
Debora D’Agostino






