Grandissima partecipazione di pubblico per lo spettacolo “Catena” di Antonella Gensale andato in scena nella serata del 29 novembre al Gesualdo. Il Teatro comunale si conferma quindi luogo ideale per veicolare messaggi di solidarietà e di crescita sociale facendo registrare un boom di presenze tra autorità e cittadini intervenuti da Avellino e provincia. Confermate le aspettative dunque per un evento unico nel suo genere. Lo spettacolo “Catena” ha infatti portato in scena in una sola serata arte, cultura, valorizzazione del territorio e ricerca scientifica. Tra le battute di un dispettoso “monaciello”, interpretato abilmente dal Maestro Salvatore Mazza, i cittadini intervenuti si sono lasciati trasportare in una trama complessa fatta di visioni oniriche e fantasmi innamorati. Uno spettacolo sviluppato su diversi piani temporali che è riuscito, in un atto, ad unire un “amore antico e maledetto” con la storia di un giovane “cantastorie”, Giovanni D’Agostino, esibitosi a fine spettacolo in due inediti con la sua Vanni&Troupe . La perfomance ha affascinato i presenti riuscendo a creare un’ atmosfera eterea e poetica, capace, nella sue essenzialità, di incuriosire e spiazzare lo spettatore senza annoiarlo.
Protagonisti sul palco sono stati i professionisti del “Clan H” e anche i giovani artisti irpini che hanno contribuito ad arricchire lo spettacolo con diverse opere artistiche, dalla musica alla poesia. Protagonista indiscussa dell’intera serata è stata invece la beneficenza: sono stati raccolti infatti diecimila euro devoluti alla Fondazione Malattia Miotoniche. L’assegno simbolico è stato consegnato sul palco al Professor Giovanni Meola, Presidente della Fondazione, da Teresa D’ Agostino in rappresentanza della Metaedilcom. E’ stata infatti proprio questa azienda irpina, leader nel settore energetico, ad ideare la serata scegliendo di festeggiare i suoi dieci anni di attività al fianco della città di Avellino e della sua provincia a favore della ricerca scientifica. La serata si è conclusa con l’assaggio dei vini della Cantina di cui lo spettacolo porta il nome, “Cantine Catena”, per suggellare un’unione vincente tra l’irpinia e le sue eccellenze artistiche, produttive e scientifiche.